Per decenni l’Italia ha guardato all’Arabia Saudita quasi esclusivamente come a un fornitore di petrolio. Rapporti commerciali intensi, certo, ma sporadici sul piano politico e istituzionale, affidati all’iniziativa dei singoli più che a una strategia di sistema. Nel frattempo il Regno cambiava volto: con la Vision 2030, il piano di diversificazione economica da 3.200 miliardi di dollari, Riad è diventata uno dei più grandi poli d’attrazione per gli investimenti del mondo. Chi arriva prima, con le competenze giuste, costruisce un vantaggio che dura decenni.
Il Governo Meloni lo ha capito: nel gennaio 2025, con la visita della Presidente del Consiglio a Riad, le relazioni tra i due Paesi sono state elevate al rango di Partenariato strategico.
6,2 miliardi € · +27,9%
l’export italiano verso il Regno nel 2024: seconda destinazione in tutta l’area MENA
La Sezione bilaterale: il punto di partenza
Da Presidente della Sezione bilaterale di amicizia Italia-Arabia Saudita, costituita all’avvio della XIX legislatura nell’ambito dell’Unione Interparlamentare, ho seguito e accompagnato questo percorso. La diplomazia parlamentare è uno strumento semplice da spiegare: fare da ponte tra le istituzioni parlamentari, il mondo civile e imprenditoriale delle due Nazioni, aprire porte, tenere vivo il dialogo anche quando i governi sono impegnati su altri fronti.
In questi anni ho lavorato in sinergia con la Farnesina e in stretto raccordo con l’Ambasciatore del Regno in Italia, il Saudi-Italian Business Council e gli Ambasciatori italiani a Riad Roberto Cantone e Carlo Baldocci.
I primi passi
L’attività della Sezione si è aperta nel maggio 2023 a Montecitorio con l’incontro con il Saudi-Italian Business Council e una delegazione di imprenditori sauditi. Poche settimane dopo ho accolto la Delegazione Ufficiale Saudita per gli Affari dello Yemen guidata dall’Ambasciatore Al Jaber, e a luglio una delegazione della SASO, l’organizzazione saudita per gli standard e la qualità: segno di un dialogo che spazia dalla sicurezza regionale alla cooperazione tecnica. A fine novembre 2023 ho accompagnato l’Ambasciatore del Regno in visita a Milano e Brescia: due giornate di incontri istituzionali, economici e culturali per portare il dialogo con il Regno nel cuore produttivo della Lombardia.
La missione nel Regno
Nel maggio 2024 ho guidato la missione ufficiale della Sezione in Arabia Saudita, insieme a una qualificata rappresentanza di imprese italiane. A Riad abbiamo incontrato i vertici del Majlis Al-Shura — il Consiglio consultivo del Regno — e del Comitato di amicizia saudita-italiano, il Ministero degli Investimenti, il Saudi-Italian Business Council e il Council of Saudi Chambers. Ho toccato con mano l’ambizione della Vision 2030 e ho presentato ai nostri interlocutori quello che il sistema produttivo italiano può offrire: infrastrutture, energia, sanità, agroindustria, alta tecnologia, cultura.
Il lavoro è proseguito in Italia senza soluzione di continuità: a maggio ho ricevuto di nuovo il Business Council a Montecitorio e poi il Ministro dell’Economia e della Pianificazione Faisal Alibrahim; a settembre, a Milano, il Ministro degli Investimenti Khalid Al-Falih.
Il partenariato strategico
Il 2025 è stato l’anno della svolta. Dopo la visita della Presidente Meloni a Riad, la diplomazia parlamentare ha accompagnato il salto di qualità: a febbraio ho accolto a Roma la delegazione dello Shura Council guidata dal Vicepresidente Mishaal Al-Salmi; ad aprile sono intervenuto al Business Forum Arabia Saudita di Torino; a giugno, in occasione della Conferenza parlamentare sul dialogo interreligioso ospitata da Camera e Senato, è arrivato a Roma il Presidente del Majlis Al-Shura, Abdullah Al Al-Sheikh.
Nell’autunno il ritmo si è fatto ancora più intenso: a ottobre ho incontrato il Ministro del Commercio Majid Al-Qasabi, a novembre il nuovo Presidente della Commissione di amicizia con l’Italia, il Generale Abdulrahman Al-Harbi. Sempre a novembre il Business Forum italo-saudita di Riad ha segnato un record, e mi sono attivato subito per accompagnarne i seguiti, a partire da incontri bilaterali a dicembre; a gennaio 2026 ho incontrato il Ministro di Stato per gli Affari Esteri Adel al-Jubeir.
457 + 620 aziende
italiane e saudite al Business Forum di Riad: oltre duemila incontri, accordi in tutti i settori strategici
Cosa significa tutto questo
Quando un’impresa italiana si presenta nel Regno oggi trova un terreno preparato: relazioni istituzionali solide, interlocutori che conoscono e apprezzano l’Italia, una cornice politica chiara. Significa commesse, lavoro e opportunità per le nostre aziende — dalle grandi imprese delle costruzioni alle eccellenze della farmaceutica, del digitale, dell’agroalimentare. E significa che l’Italia, centro nevralgico del Mediterraneo allargato, gioca da protagonista in una regione decisiva per la stabilità e la prosperità, forte della naturale complementarità tra il Piano Mattei e la Vision 2030 e del comune impegno per il corridoio economico India-Medio Oriente-Europa.
Gli obiettivi da qui a fine legislatura
Nella parte restante della legislatura ho l’obiettivo di coadiuvare l’attuazione degli accordi firmati; incentivare il coordinamento economico congiunto, generale e settoriale; ampliare la presenza stabile delle imprese italiane nel Regno — oggi appena duecento quelle registrate, troppo poche rispetto al potenziale; intensificare lo scambio di visite parlamentari con la nuova Commissione di amicizia del Majlis Al-Shura. L’Arabia Saudita è un partner che l’Italia non può permettersi di trascurare: il Piano Mattei e la Saudi Vision 2030 sono cornici di cui approfittare per approfondire le relazioni. Fino alla fine del mio mandato da Presidente della Sezione, e oltre, intendo continuare a giocare un ruolo dirimente in questo.
